Browsing All Posts filed under »Emilia paranoica«

Modena, cronache dagli anni ’20, l’Apartheid di viale Gramsci.

luglio 30, 2020

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Don’t want a nation under the new media And can you hear the sound of hysteria? The subliminal mind fuck America. Welcome to a new kind of tension All across the alienation Where everything isn’t meant to be okay   Ciò che a Modena si sta addensando, in questi ultimi giorni, intorno a viale Gramsci, […]

Non andrà tutto bene. (Prima parte)

aprile 26, 2020

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A quel tempo per me le cose andavano incomparabilmente meglio che in seguito; in fondo ero ancora in servizio e in casa mia, potevo ancora osservare gli avvenimenti quasi indisturbato. D’altra parte non ero ancora diventato almeno in parte insensibile, ero ancora tanto abituato a vivere in uno stato di diritto che giudicavo un profondissimo […]

Modena Pork. Cronache di “normalità” emiliana ai tempi del coronavirus.

marzo 7, 2020

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A Modena sembra che il tempo non sia più capace di scorrere in avanti. Più si sfoglia il calendario e più ci si attorciglia in un eterno loop che ricicla perennemente se stesso, le stesse situazioni, i soliti “fatterelli quotidiani, a volte insipidi a volte irritanti”, habĭtus che all’inizio magari fanno anche rumore e danno […]

Il voto in Emilia visto da Modena. Tra un putsch al pub e una normalità asfissiante.

gennaio 29, 2020

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Modena, fine gennaio 2020. Sono da poco terminate (finalmente) le elezioni regionali, quelle dell’Emilia-Romagna sulle quali pesavano incognite di respiro nazionale. Bonaccini, il presidente-governatore uscente, ha vinto. Salvini ha perso. L’Italia è salva. L’Emilia-Romagna resiste. Evviva, evviva l’Emilia-Romagna. Conte: “Il voto in Emilia non indebolirà il mio governo”. Chiunque vinca, era nel mio governo. — […]

14 dicembre, nove anni dopo…

dicembre 17, 2019

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Il 14 dicembre 2010 l’aria di Roma era leggera. Cuori allegri, teste alte.   When the stars threw down their spears  And water’d heaven with their tears: Did He smile His work to see? Did He who made the Lamb make thee?   Il sole splendeva alto e le pure le stelle erano apparse ad […]

Modena chiedi alla polvere. Sui dieci anni del collettivo Guernica e altro ancora.

novembre 13, 2019

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Modena è una città strana, benestante nell’aspetto e miserabile nell’animo. Una città che “tira”, che miete record, che scala classifiche su classifiche: la città più cara d’Italia, la seconda in Regione per consumo di suolo, una luogo nel quale abbondano le case vuote (erano 76.293 tra Modena e provincia, il 21,25%, secondo i dati del 2016) ma che contemporaneamente può […]

Un brót quèl. Modena non sarà leghista ma tra una divisa, un museo e un volantino…

luglio 2, 2019

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53,4% al primo turno, Modena è salva. L’avanzata leghista si è fermata a 30.178 voti mente la coalizione amalgamata intorno alla figura del sindaco uscente Muzzarelli ne ha racimolati ben 50.750. «Fiuu!» Un risultato eccezionale da condividere con altri due esponenti dal Partito Democratico tardo-maturo: Giorgio Gori a Bergamo e Dario Nardella a Firenze. Certo, […]

“Achtung! Banditen” Sul linguaggio e sulla condizione operaia in provincia di Modena nel 2018: il caso Italpizza.

dicembre 14, 2018

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“La gente comoda nelle case asciutte provò dapprima compassione, poi disgusto, infine odio per la gente affamata”. John Steinbeck, “Furore”.   Cariche e lancio di lacrimogeni da una parte, lavoratori che denunciano e che chiedono la fine di un sistema di sfruttamento con ampie fette di irregolarità dall’altra. Questo, in sostanza, quello che è successo […]

Modena Pork: “Come arrestare Luciano Lama ai tempi della Cgil.”

novembre 1, 2018

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«Ma che scheggia impazzita. Abbiamo devastato i Cobas a livello nazionale, Lorenzo. Abbiamo fatto una cosa pazzesca.» E ancora: «Abbiamo fatto un bingo che non ne hai idea. Per noi è una cosa pazzesca, Lorenzo. Perché adesso i Cobas… Come arrestare Luciano Lama ai tempi della Cgil d’oro.» Questa trascrizione, di una chiamata intercettata e commentata durante il processo per […]

Modena. Cette ville n’est pas (déjà) fasciste. /2

luglio 4, 2018

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È l’orologio fascista che impone un solo tempo, il suo Tempo, senza possibilità di discussione e a esclusione di tutti gli altri tempi possibili. Questa violenza fascista si esprime tanto a livello dei tempi di vita, quanto a livello dei tempi di pensiero, di riflessione, di creatività e di ricerca (e dei possibili intrecci). Il […]